Grotte di Jonas: la città medievale scavata nella roccia in Auvergne
Dove si trovano le Grotte di Saint-Jonas, come arrivarci e cosa vedere in questa città medievale scavata nella roccia, nel cuore dell'Auvergne.
C'è un luogo, nel cuore dell'Auvergne, che sembra uscito da un racconto medievale: un'intera città scavata nella roccia di origine vulcanica, nella regione dei Puy-de-Dôme. Il sito sorge su una montagna, circondato da pascoli — si sentono i campanacci delle mucche in lontananza — con una vista panoramica che da sola vale la salita.
Nato come rifugio di monaci e diventato poi un avamposto difensivo, ci si arriva percorrendo una strada di montagna e poco segnalata, in un piccolo comune della Francia rurale, e si esce dalla visita con la sensazione di aver toccato con mano un pezzo di storia che in pochi conoscono.
Questo è quello che consiglio di sapere prima di visitarlo: dove si trova esattamente, quando andarci, come arrivare, cosa aspettarsi all'interno e perché — secondo me — vale davvero la deviazione.
Ciao, sono Marika e lavoro come travel designer.
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Dove si trovano le Grotte di Jonas

Il sito si trova nel comune di Saint-Pierre-Colamine, nel dipartimento del Puy-de-Dôme, in Auvergne — nel cuore della Francia, non lontano da Clermont-Ferrand e dal Castello di Murol.
È uno di quei luoghi che restano fuori dalle mappe turistiche più battute: nessun cartello enorme, nessuna fila, solo un piccolo paese immerso nella valle.
Come arrivare
Come ogni luogo ancora poco conosciuto a livello internazionale, non è facile da raggiungere con tour organizzati o mezzi pubblici — ma è anche questo, in fondo, a preservarne l'autenticità: più un posto diventa facile da raggiungere, più rischia di essere invaso dal turismo di massa.
Per arrivarci è necessaria l'auto: siamo in una zona rurale, priva di collegamenti pubblici diretti. La strada è asfaltata e facilmente percorribile, ma è una tipica strada di montagna — a una sola corsia, non a doppio senso. Nel paesino a valle bisogna svoltare a sinistra e superare una strettoia, per poi affrontare gli ultimi tornanti, piuttosto ripidi, che portano fino al sito.
Se viaggi con un camper o un mezzo ingombrante, vale la pena affrontarli con un po' di attenzione in più. Sul posto il proprietario mette a disposizione un parcheggio per camper: puoi fermarti anche la sera prima e goderti la visita con calma la mattina successiva.
Quando andarci

Il sito è aperto dalle 10 alle 17 (ultima partenza sul posto entro quest'orario). Le visite guidate animate, con attori in costume medievale, sono organizzate tra luglio e agosto, dal lunedì al venerdì, con diversi orari nell'arco della giornata.
Sono pensate anche per famiglie — adatte già dai 6 anni in su — ma tieni presente che sono solo in francese, quindi possono risultare meno coinvolgenti se non si mastica un po' la lingua.
Nel resto dell'anno restano comunque disponibili visite guidate standard, svolgibili in autonomia. Proprio per le animazioni estive e per la stagione più favorevole, nei mesi di luglio e agosto è più probabile trovare maggiore affluenza rispetto al resto dell'anno.
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La storia del villaggio scavato nella roccia
Le origini di questa comunità trogloditica sono legate agli sforzi di un piccolo gruppo di monaci, che dipendevano dal volere dei signori del luogo, la famiglia di cavalieri dei Jaunas.
Nell'XI secolo, Armand de Jaunas lasciò la corte del suo signore per stabilirsi in questo feudo — un arrivo che coincise, senza che se ne conoscano le ragioni precise, con l'abbandono del monastero originario.

Armand e la sua famiglia si appropriarono del sito, trasformandolo in una vera e propria dimora signorile, con una torre a sorvegliare il lato est del villaggio, quello più vulnerabile.
Nel 1314 i Jaunas cedettero la loro signoria alla più ricca famiglia La Tour d'Auvergne, che già possedeva Cotteuges.
Fu sotto di loro che il villaggio trogloditico visse il suo periodo di massimo splendore, arrivando a ospitare — tra monaci, soldati e contadini — fino a 600 persone.
Dopo il Medioevo, Jonas fu abbandonato progressivamente: nulla giustificava più un'esistenza così austera.
Cosa vedere

Dalla biglietteria si scende con dei comodi scalini per raggiungere le grotte.
All'interno, cartelli informativi in francese e inglese permettono di visitarlo in autonomia — all'ingresso, inoltre, il personale fornisce qualche indicazione utile in inglese per orientarsi meglio.
Le varie stanze sono state ricostruite e animate per rendere più chiara la vita quotidiana di questa comunità.
Il percorso segue un ordine preciso, che ripercorre un po' anche la storia stessa del sito — dal più antico al più recente — con un'unica eccezione.
La cappella e il santuario celtico si visitano in ordine inverso rispetto alla cronologia, perché la cappella fu scavata proprio sopra il santuario, e la disposizione fisica dei due ambienti guida quindi l'ordine della visita.
La Cappella

La cappella, costruita secoli dopo proprio sopra il santuario celtico, con affreschi medievali ancora visibili — testimonianza della vita spirituale della piccola comunità di monaci che abitò qui (niente foto con il flash);
Il Santuario Celtico
Il santuario celtico, alla base della falesia: il nucleo più antico di tutto il sito, scavato dai Celti nel IV secolo a.C. per riti pagani.
Qui fu ritrovato l'altare originale, oggi conservato, insieme a una statua gallo-romana che conferma la lunga vita rituale di questo luogo.
La Boulangerie

Salendo delle scale a chiocciola, si arriva alla dispensa e al forno, dove veniva prodotto il pane per l'intera comunità.
La dimora del Lord

Il château, ovvero la casa del signore feudale che, a partire dal XIII secolo, si stabilì nel sito trasformandolo da monastero a dimora fortificata.
Qui si trovano le sue cucine, gli ambienti privati e la stanza più alta, che in tempo di pace fungeva da rifugio per i piccioni — allevati per la carne, le uova e per il loro sterco, usato come disinfettante e fertilizzante (una pratica che si ritrova ancora oggi, ad esempio nelle concerie di Fès, in Marocco) — e che ospitava anche le latrine, sfruttando l'altezza della torre.

Il Mouroir
Il mouroir, ossia il lazzareto, fuori dalle mura, visibile solo dal basso, con le pareti intonacate proprio con lo sterco dei piccioni.
Una piccola curiosità
Si racconta che la posizione della cappella non sia casuale: secondo alcuni studi amatoriali sull'orientamento astronomico del sito, sarebbe stata scavata in modo che, nei giorni del solstizio, il sole sorga esattamente allineato con due montagne visibili dall'interno.
Sul posto nessun pannello racconta questo dettaglio — è una teoria che circola online, non confermata dagli enti che gestiscono il sito, ma che aggiunge un tocco di mistero in più a un luogo già di per sé fuori dal comune.

Gli escape game
Per chi parla francese e vuole vivere il sito in modo ancora più immersivo, la fortezza ospita anche due escape game a tema medievale, aperti tutti i giorni: "La Taverne du Corbeau Soiffard", dove si aiuta una giovane baronessa avvelenata, e "Inquisition", ambientato tra monaci e una setta misteriosa.
Durano circa un'ora e mezza, sono pensati per gruppi da 3 a 6 persone e richiedono almeno 12 anni di età — un'esperienza diversa dalla visita classica, ma coerente con l'atmosfera del luogo.
Informazioni pratiche
La visita standard dura circa un'ora. Il biglietto costa 8 euro per gli adulti e 6 euro per i bambini (7-14 anni).
Non ci sono servizi igienici lungo il percorso — che si sviluppa scendendo e poi risalendo — quindi conviene usare i bagni prima di iniziare la visita, disponibili vicino all'ingresso, dove si trovano anche un bar e il punto in cui si acquistano i biglietti.
I cani sono ammessi lungo tutto il percorso, un dettaglio da tenere presente se viaggi con il tuo compagno a quattro zampe. È consigliabile portare con sé dell'acqua.
Perché visitare le grotte di Jonas

Se ami il Medioevo, l'archeologia e i luoghi che permettono di rivivere la storia nel loro contesto originale, questa è una tappa che consiglio senza esitazione.
E' ancora poco conosciuta, il che la rende ancora più speciale. Per fascino, mi ha ricordato molto Derinkuyu, la città sotterranea della Cappadocia.
A chi la consiglio (e a chi no)
La consiglio a chi ama la storia vissuta nei suoi luoghi originali e non ha paura di un po' di fatica fisica, oltre che a chi viaggia con il proprio cane.
Non è invece adatta a chi ha difficoltà di deambulazione: i circa 500 gradini, distribuiti su più livelli, richiedono una minima forma fisica; e nemmeno a chi viaggia con bambini molto piccoli, è impossibile usare il passeggino e lo trovo anche rischioso portantoli in braccio o nella fascia, perchè le scale a chiocciola sono ripide e strette.
Questo luogo è solo una delle tappe di un percorso più ampio tra vulcani spenti e borghi costruiti in pietra lavica: nel mio itinerario di 3-4 giorni tra i vulcani e i borghi di pietra dell'Auvergne racconto anche le altre soste, tra cui il vicino Castello di Murol, la sua storia e chi lo abitò.
Se hai altre domande su come organizzo i viaggi — cosa è incluso, come funziona il percorso insieme — trovi le risposte più comuni nelle FAQ, oppure dai un'occhiata ai miei servizi.
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