Dordogna: cosa vedere tra borghi, castelli e paesaggi del Périgord
Dopo aver attraversato l’Alvernia e il suo Parco dei Vulcani, il viaggio è proseguito verso una Francia completamente diversa, verso la Dordogna.
Qui il paesaggio cambia: colline verdi, boschi, falesie e vallate attraversate dall’omonimo fiume fanno da sfondo a borghi medievali, castelli e piccoli villaggi.
È una Francia diversa da quella delle grandi città e delle destinazioni più conosciute. Una Francia che, soprattutto se viaggi on the road, invita a rallentare e a lasciare che sia la strada a suggerire la prossima tappa.
Dove si trova la Dordogna e come arrivare

La Dordogna si trova nel sud-ovest della Francia e coincide in gran parte con lo storico territorio del Périgord, nella regione della Nuova Aquitania.
Per esplorarla, in un viaggio su misura il modo migliore è avere un’auto, soprattutto se vuoi alternare borghi, castelli e natura. Le distanze tra una tappa e l’altra fanno infatti parte dell’esperienza: avere maggiore libertà permette di seguire anche le strade secondarie e fermarsi lungo il percorso, senza dover rispettare un itinerario troppo rigido.
Se invece preferisci non guidare, puoi scegliere di partecipare a un viaggio di gruppo, un tour organizzato con partenze dal Nord Italia.
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Dordogna e Périgord: qual è la differenza?
Se stai organizzando un viaggio, incontrerai spesso entrambi i nomi. Dordogna è il nome dell’attuale dipartimento francese; Périgord è, invece, il nome storico del territorio.
Il Périgord, inoltre, viene tradizionalmente suddiviso in quattro zone, ciascuna associata a un colore che richiama una caratteristica del paesaggio: il Périgord Noir (nero), quello dei boschi scuri e delle querce; il Périgord Pourpre (viola), legato ai vigneti; il Périgord Blanc (bianco), così chiamato per la pietra calcarea; e il Périgord Vert (verde), caratterizzato dalla vegetazione rigogliosa.
Il più conosciuto dai viaggiatori è il Périgord Noir, dove si trova Sarlat de la Caneda, dove si concentrano molti dei borghi, castelli e paesaggi più celebri della zona.
Perché visitare la Dordogna

Fare un viaggio in Dordogna offre un sacco di esperienze. Non è soltanto una terra di borghi e castelli, tra l'altro bellissimi. Ma è anche una regione di mercati tradizionali e prodotti tipici, dove noci, tartufo e altre specialità del Périgord raccontano una cultura gastronomica profondamente legata al territorio.
Sotto la superficie c’è poi un altro mondo da esplorare: grotte, cavità e abissi naturali, come il celebre Gouffre de Padirac, che scende nel sottosuolo per centinaia di metri.
E c’è anche una dimensione culturale che forse non ti aspetti: nei dintorni puoi seguire le tracce di artisti e personaggi che hanno lasciato il segno nella storia francese, come Henri de Toulouse-Lautrec, nato ad Albi, altra tappa che può essere inserita in un itinerario più ampio nel sud-ovest della Francia.
Cosa vedere in Dordogna
Collonges-la-Rouge

La prima sorpresa è stata Collonges-la-Rouge, letteralmente “Collonges la Rossa”.
Il nome dice già molto: il borgo deve il suo aspetto inconfondibile all’arkose, una pietra locale ricca di ossidi di ferro che regala alle facciate quella particolare tonalità rossastra, in netto contrasto con il verde della campagna circostante.
Da lontano sembra quasi un piccolo villaggio uscito dalle Highlands scozzesi, mi ha ricordato gli edifici di Edimburgo. Poi entri nei suoi vicoli e scopri un borgo medievale raccolto, elegante e completamente diverso dai tanti paesi francesi che si incontrano lungo la strada.
A me è rimasto impresso soprattutto per il colore, che cambia con la luce e regala al paese un’atmosfera tutta sua.
Martel

Da Collonges ho proseguito verso Martel, conosciuta come la città delle sette torri.
È un borgo medievale dal carattere completamente diverso, dove il piacere sta soprattutto nel passeggiare tra le vie del centro e scoprire la storia e le tradizioni della zona.
Noci, tartufo e foie gras sono alcune delle specialità che ritornano nella cucina locale. Se vuoi approfondire cosa mangiare in Dordogna, questo è proprio uno dei territori da cui partire.

Per chi vuole vivere il paesaggio da un’altra prospettiva c’è anche il Truffadou, un treno turistico che percorre una vecchia linea ferroviaria affacciata sulla valle della Dordogna.
Quando sono arrivata io, purtroppo, non era attivo. E ancora una volta mi sono ritrovata con qualcosa da lasciare indietro.
Beaulieu-sur-Dordogne

Tra le tappe che non sono riuscita a vedere durante il viaggio c’è anche Beaulieu-sur-Dordogne, che avevo segnato lungo il percorso.
Non posso raccontartela attraverso la mia esperienza, ma è una località che vale la pena considerare se stai costruendo un itinerario in questa zona: il suo centro storico, le case tradizionali e la posizione lungo il fiume la rendono una possibile deviazione tra i borghi della Valle della Dordogna.
Il mio viaggio ha proseguito verso un luogo molto spirituale.
Rocamadour

Poi arriva Rocamadour. E qui il paesaggio cambia completamente. La città sembra aggrappata alla roccia sopra il canyon dell’Alzou, sviluppandosi in verticale tra il borgo medievale, il santuario e il castello.
Ma Rocamadour non è famosa soltanto per la sua posizione spettacolare. È soprattutto una delle grandi mete di pellegrinaggio della Francia, legata da secoli al culto della Madonna Nera e alla figura di San Amadour.
I pellegrini arrivano qui da secoli lungo le vie che conducono verso Santiago de Compostela, e i celebri 216 gradini che salgono verso il santuario sono diventati uno dei simboli del luogo.
È proprio questa dimensione spirituale, insieme alla posizione quasi surreale del borgo, a rendere Rocamadour così particolare. Io l’ho vissuta come una tappa completamente diversa dalle precedenti.
Cahors

Durante il viaggio, su consiglio dell’ufficio turistico, sono arrivata anche a Cahors. E qui voglio essere sincera.
Forse la pioggia incessante di quella giornata non ha aiutato, ma Cahors non mi ha lasciato la stessa impressione di Rocamadour o Collonges-la-Rouge.
La città possiede un centro storico medievale, il celebre Pont Valentré e una posizione particolare, racchiusa dall’ansa del fiume Lot. È inoltre famosa per il suo vino.
Ma se dovessi costruire oggi un itinerario su misura e avessi poco tempo a disposizione, sceglierei altre tappe. E questa è una cosa che secondo me vale la pena dire quando si racconta un viaggio.
Da professionista, credo che una guida non deve necessariamente dirti che tutto è imperdibile. Deve aiutarti a scegliere.
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Sarlat-la-Canéda

E poi c’è Sarlat-la-Canéda. Questa volta devo ammetterlo: non ci sono arrivata.
Il viaggio mi ha portata verso Cahors, ma Sarlat era una delle località che avrei voluto inserire nel percorso e che, con il senno di poi, avrei probabilmente preferito a una delle tappe che ho scelto.
È uno dei centri storici più conosciuti del Périgord e una delle destinazioni che ricorrono più spesso quando si cerca cosa vedere in Dordogna. Le sue strade medievali, le case in pietra color miele e il patrimonio architettonico la rendono una delle tappe più rappresentative della regione.
Non posso raccontartela come esperienza personale, perché sarebbe scorretto. Ma proprio perché non sono riuscita a vederla, Sarlat è rimasta nella mia lista. E forse sarà proprio una delle ragioni per cui tornerò da queste parti.
Quanti giorni servono per visitare la Dordogna?
Per vedere almeno una parte delle zone più interessanti della Dordogna, ti consiglio di dedicare almeno 4-5 giorni al viaggio. Con più giorni si può costruire un itinerario ancora più completo, alternando borghi, castelli, grotte e gastronomia senza passare tutto il tempo in macchina.
Se hai meno tempo, meglio concentrarti su una zona e scegliere poche tappe, invece di cercare di vedere tutto. La Dordogna è un territorio da vivere con calma e lasciare un po’ di spazio agli imprevisti: una strada secondaria, un piccolo paese incontrato lungo il percorso o una sosta che non avevi programmato possono diventare alcuni dei momenti più belli del viaggio.
Quando andare in Dordogna

La primavera, l’inizio dell’estate e l’autunno sono secondo me i periodi migliori per visitare la Dordogna. Le temperature sono generalmente piacevoli e puoi goderti borghi, natura e attività all’aperto senza il pieno affollamento dei mesi centrali dell’estate.
Luglio e agosto possono invece essere molto più affollati, soprattutto nei borghi e nelle attrazioni più conosciute. Se viaggi in questo periodo, meglio organizzare le visite nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando l’atmosfera è decisamente più piacevole.
La Dordogna, costruita su misura per te.
A chi consiglio un viaggio in Dordogna
La consiglio a chi ama i viaggi itineranti, dove alternare piccoli borghi medievali, esperienze storico-culturali, grotte, paesaggi ed esperienze enogastronomiche, lasciando anche spazio a ciò che si incontra lungo la strada.
È una buona scelta per chi viaggia in coppia, in famiglia o con il cane e cerca un itinerario flessibile, senza dover correre da un’attrazione all’altra.
A chi non la consiglio
Non la sceglierei invece se hai pochissimi giorni e preferisci avere una base fissa, non ami cambiare posto durante il viaggio oppure cerchi una destinazione fatta soprattutto di vita notturna, grandi città e ritmi veloci.
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Il mio viaggio in Dordogna è poi proseguito verso Montauban e Tolosa, lasciandomi alle spalle i borghi medievali e i paesaggi del Périgord per entrare in una Francia completamente diversa.
A Tolosa mi sono fermata anche alla Halle de la Machine, una tappa che mi incuriosiva e che si è rivelata una bella sorpresa.
Perché in fondo è questo che significa viaggiare su misura: non cercare di vedere tutto, ma scegliere ciò che vale davvero la pena vedere per te.
Se stai pensando alla Dordogna, posso aiutarti a trasformare l’idea del viaggio in un itinerario costruito intorno ai tuoi interessi, ai tuoi tempi e al modo in cui vuoi vivere questa destinazione. Richiedi la tua consulenza gratuita e iniziamo a progettare il tuo viaggio!